Debbo una risposta a un nostro
lettore che in un commento al post “I have a dream” sostiene che il turismo
nautico è in crisi e che pertanto una darsena non serve. Rispondo che
innanzitutto bisognerebbe sapere da che parte è in crisi. Perché in generale potrebbero essere in crisi anche gli Stati Uniti, ma altro è che lo siano
loro altro è che lo sia mettiamo lo Zambia. A me risulta che ovunque la ricchezza di una
località balneare si misura anche sull’apporto di questo tipo di turismo, che
oltretutto conferisce grande prestigio a chi ha la saggezza di accoglierlo.
Ma il mio parere vale quanto il
tuo, per cui non sto a insistere più di tanto, Facciamo parlare allora chi
dispone di informazioni più certe: la Regione Marche. O meglio, leggiamo ciò
che dice il Piano Regionale dei Porti.
Il capitolo 6.4 del Piano tratta
del turismo nautico e dice che “negli ultimi anni l’interesse attorno al
settore dei porti turistici è cresciuto enormemente, soprattutto grazie alla
consapevolezza delle ricadute economiche e occupazionali che il comparto è in
grado di generare”.
Continua il Piano. “Numerosi sono
i settori economici che ruotano attorno alla nautica da diporto, vedi
cantieristica, servizi di manutenzione e settori tipici del turismo come la
ristorazione, l’alberghiero, il commercio, ecc”. E poi: “Per rilanciare il
turismo nautico e innescare un volano di sviluppo per tutti i settori di
eccellenza del territorio, si rende necessario incrementare notevolmente il
numero dei posti barca”. Secondo il Piano alle Marche servirebbero 4.000 nuovi posti.
Porto Recanati da oltre un secolo sogna di avere un approdo e tale struttura, dopo anni di richieste, è prevista a nord
del capannone Nervi. Per la nostra città – con la dotazione di una darsena, le
difese a mare completate e qualche altro struttura turistica frutto di
investimenti privati – si aprirebbero le porte per un turismo di qualità e
stagioni balneari più lunghe e prospere.
Noi siamo fortunati a dover
vivere di turismo, ma sfortunati a doverlo fare in una società lacerata, che
invece di parlare a una sola voce e lottare uniti contro chi ci sta rendendo la
vita difficile facciamo tifo per lui. Per lui vuol dire tutto ciò che si oppone
al progresso, cioè i passatisti che vorrebbero che il simbolo eterno di Porto
Recanati debba essere un casotto di legno, mentre il resto del mondo – anche vicino
a noi – guarda già non alla Luna ma a Marte.
Giusto per dire, su Scossicci esistono studi universitari e professionali – Scossicci Coast two Coast; Scossicci
Eventi City; Scossicci Ludo City; Scossicci Laguna – che non interessano a
nessuno perché avveniristici. Noi siamo tutti presi per Scossicci difesa da
sacchi di sabbia come si faceva davanti alle trincee della Prima Guerra Mondiale.
Hic Rodhus hic salta. Qui siamo
costretti a vivere.



